RIVOLUZIONE GIURIDICA: LA CORTE COSTITUZIONALE EQUIPARA FINALMENTE CONVIVENTI E CONIUGI
Con la sentenza n° 7 del 23 gennaio 2026, la Consulta ha scritto una pagina storica nel diritto di famiglia italiano, superando il precedente orientamento restrittivo, parificando sempre più la famiglia t6radizionale e la famiglia di fatto davanti alla legge.
Una coppia convivente di fatto da oltre un decennio si separa. Lei aveva prestato 63.713 euro al compagno per ristrutturare casa, ma quando chiede a costui la restituzione egli oppone la prescrizione, sostenendo che erano trascorsi oltre 10 anni da quando aveva riconosciuto il prestito ricevuto.
La questione sottoposta alla Corte Costituzionale risiede nel fatto che tra coniugi la prescrizione è sospesa fino a quando dura il matrimonio, mentre tra conviventi di fatto la prescrizione non opererebbe.
Su questa questione, la Corte Costituzionale si era già espressa, però in senso negativo, con la sentenza n° 2 del 1998, sostenendo in particolare che la famiglia legittima era considerata "una realtà diversa dalla famiglia di fatto" e quindi tra le due realtà non poteva ragionevolmente esserci paragone;
Con la nuova sentenza del 2026, la Corte Costituzionale opera una vera e propria svolta adeguatrice e riconosce che l’affetto e la solidarietà familiare meritano tutela a prescindere dal matrimonio, così evitando l’assurda alternativa tra fare causa al proprio compagno durante la convivenza, con innegabili risvolti negativi sul piano affettivo e non solo, oppure perdere i propri diritti.
Milioni di coppie conviventi ora godono della stessa protezione dei coniugi per i loro rapporti patrimoniali. Non dovranno più scegliere tra l'armonia familiare e la tutela dei propri diritti.
La famiglia italiana cambia volto: non più solo quella "tradizionale", ma ogni formazione sociale fondata su amore e solidarietà, dal momento che la Corte costituzionale riserva lo stesso trattamento alle coppi di fatto eterosessuali e a quelle omosessuali.